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La lettura aiuta il mio cervello a crescere e a prevenire la demenza?

Quando leggiamo, usiamo molte parti del nostro cervello. Usiamo una immaginazione vivida, come pure la memoria, per seguire la trama o l'idea principale. Leggere può essere ginnastica mentale per il cervello.


Ricerche recenti supportano l'idea che la lettura influenza i nostri processi mentali ed è una forma molto potente di allenamento del cervello. Il professor Keith Oatley, esperto nel campo della lettura, ha paragonato la lettura a un simulatore di volo: "Sperimenti molte situazioni in un breve lasso di tempo, molto più di quelle che avresti avuto se la tua vita fosse in attesa che quelle esperienze ti capitino" [1].


Anche se la lettura può essere spesso considerata un'attività solitaria, la lettura può, in effetti, renderci più consapevoli socialmente. Il dottor Oatley suggerisce che i libri di lettura sono molto simili ai simulatori di vita in quanto ci permettono di immaginarci nella posizione di qualcun altro, di prendere in considerazione le prospettive altrui e capire perché certi personaggi nei libri si comportano in quel modo, e di considerare cosa succederebbe se facessimo lo stesso nel nostro mondo.


In un certo senso, la lettura porta a praticare ciò che incontriamo nel mondo, ma è tutto nel nostro cervello, cosa che può essere una buona sfida per la sua salute.


Alcuni studi hanno collegato il modo in cui le persone leggono con la loro capacità di comprendere l'empatia, la capacità di interpretare gli stati mentali, i sentimenti e le emozioni degli altri, quando vedono fotografie di volti in diversi stati emotivi [2]. Questi studi hanno scoperto che coloro che leggono di più sono più bravi a interpretare i segnali sociali nel loro ambiente e, in definitiva, a capire meglio gli altri.


Anche se potremmo pensare alle persone che sono topi di biblioteca come una sorta di stereotipo negativo (un solitario socialmente isolato con gli occhiali, seduto nell'angolo a leggere mentre altri stanno giocando), leggere come allenamento cerebrale potrebbe effettivamente portare a una migliore elaborazione emotiva delle situazioni.


Questo può essere utile per i bambini, gli adolescenti e quando entriamo nella maggiore età. Quindi, una vita di lettura può avere benefici in termini di intelligenza sociale, una cosa che spesso può migliorare con l'età. Il miliardario Warren Buffett stima di passare fino all'80% della sua giornata nella lettura [3]. La lettura nell'intera vita, specialmente in età avanzata, può essere uno dei segreti per conservare le capacità mentali.


Alcune ricerche supportano questa idea che la lettura può aiutare a migliorare la memoria. In uno studio, i ricercatori hanno testato la memoria e la capacità di pensiero di quasi 300 anziani ogni anno per 6 anni, e i partecipanti hanno risposto a questionari sulle loro abitudini di lettura e scrittura, dall'infanzia fino alla loro età attuale [4]. Dopo la morte dei partecipanti (con un'età media di 89 anni), i ricercatori hanno esaminato il loro cervello per trovare i segni fisici della demenza, che di solito includono lesioni, placche e grovigli neurali, le anomalie cerebrali spesso associate a vuoti di memoria.


Le persone che avevano riferito di aver letto erano protette da lesioni cerebrali e grovigli e dal declino della memoria auto-segnalato durante lo studio di 6 anni. Inoltre, rimanere un avido lettore nella vecchiaia ha ridotto il declino della memoria di oltre il 30%, rispetto al coinvolgimento in altre forme di attività mentale. Coloro che leggevano di più avevano il minor numero di segni fisici di demenza (ovviamente, potrebbe essere per questo motivo che hanno continuato a leggere più tardi nella vita).


I libri possono essere strumenti di apprendimento potenti e divertenti, soprattutto per i bambini. La lettura è una forma di allenamento del cervello che inizia presto nella vita. Crescere in una famiglia che ha libri può portare a grandi benefici.


Uno studio su larga scala condotto in oltre 20 anni ha scoperto che le persone che crescono in una casa che ha libri hanno maggiori probabilità di conseguire l'istruzione superiore, qualcosa che è correlato a un reddito più elevato e a una migliore funzione cognitiva più avanti nella vita [5]. Questo studio ha rilevato che, indipendentemente dal reddito o dal livello di istruzione, i genitori che hanno più libri in casa avranno figli con livelli di istruzione più elevati, rispetto ai genitori che hanno meno libri in casa.


Infatti, i bambini che crescono nelle case con molti libri hanno in media 3 anni di istruzione in più rispetto a quelli di bambini provenienti da case senza libro, indipendentemente dall'istruzione, dall'occupazione e dalla classe dei loro genitori. Inoltre, pur se la presenza di una vasta collezione di libri a casa era associato a bambini che raggiungevano più istruzione, anche avere una piccola collezione di libri ha fatto la differenza.


Ricordo certamente un libro caro della mia infanzia che ora ho riscoperto e letto ai miei figli. Il punto non è semplicemente avere molti libri, ma leggerli, e avere accesso ai libri porta alla lettura. Dato l'ampio accesso ai videogiochi e il tempo-video, e un numero minore di librerie reali, la lettura potrebbe attrarre meno i bambini quando invecchiano, ma ci sono grandi vantaggi cognitivi nella lettura e nel perdersi in un libro.


Sembra difficile da credere, ma leggere può essere un ottimo modo per prevenire l'Alzheimer, e forse leggere ai tuoi bambini più piccoli o ai nipoti potrebbe dare loro una salute cerebrale vitale. Pertanto, a partire da un'età precoce, l'esposizione ai libri e alle letture può portare a cose buone per il tuo cervello più avanti nella vita.

 

 

 


Fonte: Alan D. Castel PhD, scrittore e professore di psicologia cognitiva all'Università della California di Los Angeles, studioso dia metacognizione e invecchiamento.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  1. Kaplan, S. (2016, July). Does reading fiction make you a better person? The Washington Post
  2. Mar, R. A., Oatley, K., Hirsh, J., de la Paz, J., & Peterson, J. B. (2006). Bookworms versus nerds: Exposure to fiction versus non-fiction, divergent associations with social ability, and the simulation of fictional social worlds. Journal of Research in Personality, 40, 694–712.
  3. Ward, M. (2016, November 16). Warren Buffett’s reading routine could make you smarter, science suggests. CNBC.com
  4. Wilson, R. S., Boyle, P. A., Yu, L., Barnes, L. L., Schneider, J. A., & Bennett, D. A. (2013). Life-span cognitive activity, neuropathologic burden, and cognitive aging. Neurology, 81, 314–321.
  5. Evans, M. D., Kelley, J., Sikora, J., & Treiman, D. J. (2010). Family scholarly culture and educational success: Books and schooling in 27 nations. Research in Social Stratification and Mobility, 28, 171–197.

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