Rimanere in contatto anche fuori orario danneggia il benessere dei lavoratori

I dipendenti che utilizzano vari dispositivi tecnologici per restare «connessi/disponibili» per lavoro al di fuori degli orari di ufficio possono avere di fronte effetti dannosi per il loro benessere e per la vita privata.


Questo è uno dei risultati del lavoro della dottoranda Svenja Schlachter e dei suoi colleghi della University of Surrey, presentati ieri, Giovedi 8 gennaio, alla conferenza annuale della Division of Occupational Psychology della British Psychological Society a Glasgow.


Svenja Schlachter, attualmente studente di dottorato, i cui studi sono finanziati dal Consiglio di Ricerca Economico e Sociale, ha esaminato in profondità 65 studi precedenti per determinare gli effetti provocati dall'essere costantemente «connesso» per lavoro al di fuori degli orari di ufficio, utilizzando le tecnologie moderne. Gli studi esaminati erano stati eseguiti principalmente in Nord America e per un totale di 50.000 dipendenti.


L'analisi ha dimostrato che i dipendenti credevano che rimanere «connessi/disponibili» potesse aumentare la flessibilità ed efficienza sul lavoro. Tuttavia, molti usavano vari dispositivi tecnologici per lavoro al di fuori degli orari di ufficio perché credevano che ci fosse la forte aspettativa di farsi trovare disponibili 24/7.


Svenja Schlachter ha detto: "L'uso di tecnologie diverse per lavoro, al di fuori degli orari di ufficio, è una questione complessa, che continuerà ad esistere e deve essere affrontata. Restare «acceso» potrebbe aumentare la flessibilità e l'efficienza a prima vista, ma a lungo andare può risultare in molte ore di lavoro in più e può essere dannosa per il benessere a causa dello stress e dei problemi di bilanciamento lavoro-vita".


"Abbiamo bisogno di ripensare l'accesso illimitato 24/7 al lavoro, e gestire l'utilizzo della tecnologia più saggiamente e in particolare, più attivamente. Ricercatori, datori di lavoro e dipendenti devono lavorare congiuntamente sul modo di rendere più benefico possibile l'uso di tecnologie, riducendo gli effetti negativi. Altrimenti, si corre il rischio di effetti a catena indesiderati".

 

 

 

 

 


Fonte: British Psychological Society via AlphaGalileo (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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