Sono i maschi gretti a spadroneggiare a scuola, non le ragazzeSfatando il mito della "Ragazza Gretta" (Mean Girl), una nuova ricerca svolta all'Università della Georgia ha scoperto che i ragazzi usano l'aggressione relazionale (pettegolezzi maliziosi, esclusione e rifiuto sociale) per danneggiare o manipolare gli altri più spesso delle ragazze.


Lo studio longitudinale, pubblicato online sulla rivista Aggressive Behavior, ha seguito una coorte di studenti di scuola media e superiore e ha scoperto che, in ogni grado, i ragazzi esibiscono più spesso un comportamento relazionale aggressivo rispetto alle ragazze.


Un team guidato da Pamela Orpinas, professore della UGA, ha analizzato i dati raccolti da 620 studenti selezionati a caso da sei distretti scolastici della Georgia nord-orienale. Gli studenti che hanno partecipato allo studio hanno completato indagini annuali, che hanno permesso ai ricercatori UGA di identificarli e raggrupparli in traiettorie distinte di aggressione relazionale e di vittimizzazione mentre progredivano dalla prima media alla 4a superiore.


"Nel complesso, abbiamo trovato che l'aggressività relazionale è un comportamento molto comune. Quasi tutti gli studenti intervistati, il 96 per cento, aveva trasmesso un pettegolezzo o fatto un brutto commento su qualcun altro durante i 7 anni dello studio", ha detto la Orpinas, professore di promozione alla salute e di comportamento nella Facoltà di Sanità Pubblica. Le esperienze di vittimizzazione sono risultate essere universali; oltre il 90 per cento degli studenti ha riferito di essere stato vittima di aggressioni relazionali almeno una volta.


L'analisi ha rilevato che gli studenti hanno seguito tre traiettorie di sviluppo dell'esecuzione e tre traiettorie simili di vittimizzazione: bassa, moderata e alta in calo (cioè, molto alta nella scuola media e calante al liceo). Nell'esaminare come differivano queste traiettorie per sesso, i dati hanno rivelato alcuni risultati inaspettati. E' significativo che siano più i maschi che le femmine a cadere nelle due traiettorie più alte di perpetrazione dell'aggressione relazionale, mentre sono più le ragazze che i ragazzi a cadere nelle due traiettorie più alte di vittimizzazione.


"Abbiamo libri, siti web e conferenze che cercano di insegnare alle ragazze a non essere aggressive, così come molta ricerca qualitativa sul perché le ragazze sono relazionalmente aggressive", ha detto la Orpinas. "Ma stranamente, non abbiamo abbastanza ricerca sul perché i ragazzi sarebbero relazionalmente aggressivi, perché tutti abbiamo dato per assunto che sia un comportamento femminile".


Gli studi sulla vittimizzazione relazionale sono territorio inesplorato nella letteratura scientifica, spiega la Orpinas. È necessaria molta più ricerca per capire perché le ragazze hanno più probabilità rispetto ai ragazzi di essere bersaglio di aggressione relazionale o di percepire determinati atti come aggressivi.


Anche se lo studio può richiedere più conoscenze sui «ragazzi gretti» e sul perché si comportano così, la Orpinas dice che i risultati alla fine sottolineano la necessità di includere sia i ragazzi che le ragazze in modo uguale nei programmi volti a ridurre l'aggressività relazionale. "Alla fine, penso che abbiamo bisogno di chiederci come possiamo puntare ad aumentare le interazioni positive tra i ragazzi, piuttosto che quelli negativi", ha detto, "perché quelli ammirati dagli studenti sono spesso i ragazzi divertenti e positivi sugli altri".

 

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All'articolo ha collaborato Caroline McNicholas, studente di dottorato nello stessa falcoltà UGA, e Lusine Nahapetyan, assistente professore di studi sanitari e di kinesiologia alla Southeastern Louisiana University.

 

 

 

 

 


Fonte: Rebecca Ayer in University of Georgia (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Pamela Orpinas, Caroline McNicholas, Lusine Nahapetyan. Gender differences in trajectories of relational aggression perpetration and victimization from middle to high school. Aggressive Behavior, 2014; DOI: 10.1002/AB.21563

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