Studio: meglio pagare i bambini per mangiare frutta e verdura a scuola

La buona notizia: le ricerche dicono che una nuova regola federale ha spinto le scuole degli USA a servire 5,4 milioni di dollari extra di frutta e verdura ogni giorno.


La cattiva notizia: i bambini della nazione buttano circa 3,8 milioni dollari di quella frutta e verdura nella spazzatura ogni giorno.


I ricercatori della Brigham Young University e della Cornell hanno esaminato tre scuole mentre si adattavano ai nuovi standard di mensa scolastica, che richiedono una porzione di frutta o verdura sul vassoio di ogni studente, che il bambino intenda mangiarla o no.


Come riferiscono nel numero di dicembre di Public Health Nutrition, gli studenti scartano il 70 per cento della frutta e verdura in più. "Abbiamo visto un piccolo numero di bambini che mangiavano questi cibi, ma ci sono altri modi per raggiungere lo stesso obiettivo, che sono molto, molto più economici", ha detto Joe Price, professore di economia della BYU. Per quanto strano possa sembrare, pagare direttamente gli studenti per mangiare un frutto o la verdura è meno costoso e ottiene risultati migliori.


Assieme a David Just della Cornell, Price ha condotto un secondo studio per misurare l'effetto delle piccole ricompense in sala mensa. Gli esperimenti di una settimana hanno visto diversi colpi di scena nelle 15 scuole diverse: alcuni sono riusciti a guadagnare un centesimo, altri 25 centesimi, e altri un biglietto della lotteria per un premio più grande.


Ma i risultati erano generalmente simili. Come riferiscono gli studiosi in The Journal of Human Resources, offrire piccole ricompense ha aumentato il consumo di frutta e verdura dell'80 per cento. E la quantità di cibo sprecato è diminuita del 33 per cento. Ciò pone la domanda: la corruzione benevola è il modo ottimale? "I genitori sono spesso fuorviati sugli incentivi", ha detto Price. "Sentiamo un senso di sporcizia per una tangente. Ma le ricompense possono essere davvero potenti se l'attività crea una nuova abilità o cambia le preferenze".


Il caso contro l'uso di tangenti nella genitorialità è forse più articolato nel libro di Alfie Kohn del 1999 «Punito con Ricompense». In molte situazioni, l'uso delle ricompense può schiacciare la motivazione interna. Con una sana alimentazione, per esempio, alcuni temono che i premi possano impedire ai bambini di sviluppare la propria motivazione a mangiare le cose buone per loro. Un altro pericolo, noto come effetto boomerang, è la possibilità che alcuni bambini possano mangiare meno frutta e verdura, quando spariscono le ricompense.


Ecco perché Price e Just hanno misurato il consumo di frutta e verdura prima e dopo gli esperimenti di una settimana. Alla fine della settimana di premi, gli studenti sono tornati allo stesso livello di consumo di frutta e di verdura di prima; nessun miglioramento duraturo, ma neppure nessun effetto boomerang.


Ora i ricercatori stanno studiando se allungare le esperienze da tre a cinque settimane può produrre un cambiamento duraturo. Al momento la cosa sembra promettente. "Non credo che dare incentivi sia una cosa così cattiva", ha detto Price. "Deve essere considerata parte di un insieme di strumenti che possiamo usare".


Il primo studio che documenta l'impatto della nuova normativa è pubblicato su Public Health Nutrition, il secondo in The Journal of Human Resources.

 

 

 

 

 


Fonte: Brigham Young University  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  1. David Just, Joseph Price. Using Incentives to Encourage Healthy Eating in Children. The Journal of Human Resources, December 2013
  2. David Just, Joseph Price. Default options, incentives and food choices: evidence from elementary-school children. Public Health Nutrition, 2013; 16 (12): 2281 DOI: 10.1017/S1368980013001468

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