Alcuni adolescenti sono abili nel multitasking

Dire ai giovani che si stanno destreggiando tra vari dispositivi elettronici di «concentrarsi sul compito da fare», può non essere sempre un buon consiglio, secondo una ricerca presentata da due studenti delle scuole superiori Sabato 11 ottobre alla Conferenza Nazionale dell'American Academy of Pediatrics (AAP).


Sarayu Caulfield e Alexandra Ulmer, studenti della Oregon Episcopal School di Portland nell'Oregon, hanno presentato il loro studio "Limiti di capacità della memoria di lavoro: l'impatto del multitasking tra i media sul controllo cognitivo nella mente adolescente" al San Diego Marriott Marquis.

 


Contrariamente alla credenza popolare che il multitasking porti a uno scarso rendimento, i giovani ricercatori hanno trovato che è vero il contrario per gli adolescenti che trascorrono molto tempo commutando tra i dispositivi e le attività multimediali.


"Forse allenarsi rende davvero perfetti", ha detto la Ulmer. "Nell'ambiente multimediale del nostro tempo, ci sono persone che fanno multitasking ad un tasso estremamente elevato, e la realtà è che essi sono diventati veramente bravi a farlo", ha aggiunto la Caulfield.


Per studiare come il multitasking tra i media influisce sulla capacità degli adolescenti di elaborare le informazioni, i giovani ricercatori hanno reclutato 196 femmine e 207 maschi da 10 a 19 anni di età. Tutti i partecipanti hanno risposto alle domande circa le loro abitudini quotidiane sui media e hanno completato lo «Stanford Multitasking Media Index», che valuta la frequenza di multitasking di una persona (ad esempio l'invio di sms, messaggi istantanei ed e-mail allo stesso tempo).


I partecipanti hanno poi completato i test per valutare la loro capacità di passare tra i compiti e concentrarsi su una singola attività. Essi sono stati assegnati in modo casuale ad un gruppo che doveva completare questi compiti in modo sequenziale senza distrazioni (non-multitasking) o ad uno che doveva farlo in presenza di distrazioni uditive, visive e cognitive, come rispondere alle e-mail (multitasking).


I risultati dimostrano che coloro che hanno ottenuto un basso indice di multitasking multimediale hanno passato una media di circa 20 minuti al giorno nel multitasking. Gli stessi hanno anche svolto compiti a casa in media per circa 2,5 ore al giorno ed il multitasking valeva lo 0,08% di questo tempo. Nel frattempo, chi ha ottenuto punteggi alti dell'indice multitasking hanno passato in media più di tre ore al giorno nel multitasking; ha fatto i compiti a casa per circa 3,5 ore al giorno e ha mischiato le varie attività per più del 50% di questo tempo.


Quando è stato loro chiesto di completare le attività dello studio, i partecipanti ad alto multitasking sui media andavano meglio a filtrare le distrazioni, ma peggio nel concentrarsi su una singola attività. I bassi multitasker andavano peggio nel filtrare le distrazioni, ma si focalizzavano meglio sui compiti singoli.


"Dobbiamo sottolineare che la maggior parte delle persone va meglio quando si concentra su un solo compito", ha detto la Caulfield. "Tuttavia, c'è un gruppo che ci ha fornito una deroga a tale constatazione, quelli ad alto multitasking sui media".


La Ulmer aggiunge: "Questo studio suggerisce che i nativi digitali (adolescenti che sono cresciuti con vari media) con alto uso di media multipli possono avere sviluppato una memoria di lavoro maggiore e prestazioni migliori in ambienti di distrazione rispetto a quando si concentrano su una singola attività senza distrazioni. Ciò potrebbe avere un impatto significativo sugli stili di insegnamento e sui curricola".

 

 

 

 

 


Fonte: American Academy of Pediatrics via EurekAlert! (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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