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Anoressia si alimenta dell'orgoglio di aver perso pesoPhoto: PutilichD/ShutterstockLe emozioni positive, anche quelle viste attraverso una lente distorta, possono avere un ruolo aggravante nel nutrire i disordini alimentari come l'anoressia nervosa, che nelle femmine da 15 e 24 anni ha un tasso di mortalità 12 volte superiore a tutte le altre cause di morte combinate, secondo uno studio della Rutgers.


Nella ricerca pubblicata in Clinical Psychological Science, Edward Selby, assistente professore nel Dipartimento di Psicologia della Facoltà di Arti e Scienze, ha misurato per due settimane gli stati emotivi di 118 donne da 18 a 58 anni, in trattamento per l'anoressia nervosa.


Selby ha scoperto che le persone dello studio non solo pativano emozioni negative, ma si sentivano anche emotivamente positive, con un senso di orgoglio per essere riuscite a mantenere e superare i loro obiettivi di perdita di peso.


"Noi pensiamo che le emozioni positive diventino esagerate e premino questi comportamenti disadattivi", ha detto Selby. "Dal momento che solo circa un terzo delle donne recupera dopo il trattamento, quello che dobbiamo fare è capire meglio perché queste emozioni positive si associano così fortemente con la perdita di peso, piuttosto che farlo in modo sano, come con la famiglia, la scuola o le relazioni".


Ricerche precedenti sui disturbi del comportamento alimentare si erano concentrate principalmente su come le emozioni negative, come la tristezza, la rabbia, o una mancanza di controllo, contribuiscono all'anoressia, un disturbo emotivo caratterizzato da un desiderio ossessivo di perdere peso rifiutandosi di mangiare. "Fino ad ora", ha detto Selby, "c'è stata poca analisi dei dati empirici che potrebbero aiutare a farsi un'idea su come le emozioni positive sono distorte da coloro che soffrono della malattia".


In questo studio, Selby ed i suoi colleghi hanno scoperto che le donne nello studio che avevano più difficoltà a capire come riconoscere quando le emozioni positive stavano diventando malate, si impegnavano più frequentemente in comportamenti anoressici come vomito, uso di lassativi, limite alle calorie, esercizio fisico eccessivo, controllo del grasso corporeo e controllo costante del peso.


"Le donne anoressiche sono spesso in luoghi emotivi complessi, ed è per questo che è importante capire tutto il possibile su ciò che stanno traendo da questa esperienza", ha detto Selby. "Quanto più conosciamo le emozioni positive legate a questa malattia, e non solo quelle negative, tanto più è probabile che riusciremo a trattare questa malattia devastante".


Gran parte del rinforzo positivo che può portare le donne con anoressia a sentirsi bene nella loro situazione potrebbe venire dai siti "Pro-anoressia", dove non è insolito per le persone che soffrono di anoressia essere applaudite per il loro controllo e il coraggio nell'ottenere una perdita di peso estrema. Questo legame tra emozioni positive e comportamenti di perdita di peso, secondo Selby, si trasforma in un circolo vizioso per alcune donne che soffrono di disturbi alimentari, perchè continuano a perdere peso anche dopo che hanno raggiunto i loro obiettivi.


Selby ritiene che sono necessarie ulteriori ricerche per trovare un modo per reindirizzare le emozioni positive associate al dimagrimento su altre attività salutari, e determinare come questi sentimenti dovrebbero essere affrontati nel trattamento di persone con disturbi alimentari. L'attività fisica, per esempio, dovrebbe essere vista in modo diverso, secondo Selby. Mentre non c'è dibattito sul fatto che i pazienti sottoposti a trattamento per l'anoressia dovrebbero fare esercizio, allenarsi è un'attività che li fa sentire bene. Per cui, invece di inibire completamente l'idoneità fisica, forse un individuo che ha acquisito il piacere di uno sport come la corsa potrebbe essere diretto verso un'attività di gruppo come lo yoga, che si concentra più sul rafforzamento dell'anima che non sulla perdita di peso, ha detto.


"Essere in controllo è importante per molte di queste donne", ha detto Selby. "Quello che dobbiamo fare è trovare un modo per ricollegare le emozioni positive che provano nel perdere peso ad altri aspetti della loro vita, per arrivare ad un senso più equilibrato di felicità".

 

 

 

 

 


Fonte: Robin Lally in Rutgers University (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: E. A. Selby, S. A. Wonderlich, R. D. Crosby, S. G. Engel, E. Panza, J. E. Mitchell, S. J. Crow, C. B. Peterson, D. Le Grange. Nothing Tastes as Good as Thin Feels: Low Positive Emotion Differentiation and Weight-Loss Activities in Anorexia Nervosa. Clinical Psychological Science, 2013; 2 (4): 514 DOI: 10.1177/2167702613512794

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