L'esposizione alla violenza della TV legata ad attenzione irregolare e struttura del cervello INDIANAPOLIS - I giovani adulti che hanno visto più violenza in televisione mostrano segni di aver sviluppato un cervello meno maturo e con un funzionamento esecutivo più scadente, secondo i risultati di uno studio della Facoltà di Medicina della Indiana University, pubblicato online sulla rivista Brain and Cognition.


I ricercatori hanno usato test psicologici e la risonanza magnetica per misurare la capacità mentale e il volume di varie aree cerebrali di 65 maschi sani con QI normale, da 18 a 29 anni di età, scelti specificamente perché non erano giocatori assidui di videogiochi.


L'autore principale Tom A. Hummer, PhD, professore assistente di ricerca al Dipartimento di Psichiatria della UI, ha detto che i giovani hanno fornito stime delle ore passate alla televisione lo scorso anno e hanno poi tenuto un diario dettagliato della loro visione della TV per una settimana.


I partecipanti hanno anche completato una serie di test psicologici che misurano il controllo inibitorio, l'attenzione e la memoria. A conclusione le scansioni MRI hanno misurato la struttura del cervello.


La funzione esecutiva è l'ampia capacità di formulare piani, prendere decisioni, ragionare e risolvere problemi, regolare l'attenzione, e inibire comportamenti, al fine di raggiungere gli obiettivi. "Abbiamo scoperto che più era il tempo di televisore violenta riferito dal partecipante, peggiori erano i punteggi sui compiti di attenzione e di controllo cognitivo", ha detto il dottor Hummer. "D'altra parte, la quantità complessiva (non solo violenza) guardata di TV non era correlata alla prestazione su tutti i test della funzione esecutiva".


Il Dr. Hummer ha notato che queste abilità del funzionamento esecutivo possono essere importanti per il controllo dei comportamenti impulsivi, compresa l'aggressività. "La preoccupazione è che una maggiore impulsività non si mescola bene con i comportamenti modellati nella programmazione violenta".


I test che misuravano la memoria di lavoro, un altro sottotipo del funzionamento esecutivo, non si sono rivelati correlati alla visione complessiva o violenta di TV. Anche il confronto delle abitudini televisive con le scansioni del cervello ha prodotto dati considerati significativi dal dottor Hummer e dai suoi colleghi. "Quando abbiamo esaminato le scansioni del cervello di giovani con una maggiore esposizione televisiva violenta, c'era un volume inferiore di sostanza bianca che collega i lobi frontali e parietali, che può essere un segno di minore maturità nello sviluppo del cervello", ha detto.


La sostanza bianca è il tessuto del cervello che isola le fibre nervose che collegano diverse regioni del cervello, rendendo più efficace il funzionamento. Nello sviluppo tipico, la quantità o volume di sostanza bianca aumenta quando il cervello stabilisce più connessioni, fino a circa 30 anni, migliorando la comunicazione tra le regioni del cervello. Le connessioni tra lobi frontali e parietali sono ritenute particolarmente importanti per il funzionamento esecutivo.


"Il messaggio derivante da questo studio è la scoperta di una relazione tra la quantità di televisione violenta che guardiamo e gli aspetti importanti del funzionamento del cervello, come il controllo dell'attenzione e dell'inibizione", ha detto il dottor Hummer, il quale avverte anche che sono necessarie ulteriori ricerche per capire meglio i risultati dello studio.


"Con questo studio non abbiamo potuto capire se le persone con funzione esecutiva scadente sono attratte da programmi con più violenza o se il contenuto della TV è responsabile dell'influenza sullo sviluppo del cervello per un periodo di tempo", ha detto il dottor Hummer. "E' necessario uno studio longitudinale supplementare per capire se gli individui con scarsa funzione esecutiva e una più lenta crescita della sostanza bianca sono più attratti dalla programmazione violenta o se è l'esposizione alla violenza dei media a modificare lo sviluppo del controllo cognitivo", ha detto il dottor Hummer.

 

 

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Il finanziamento per questa ricerca è stato fornito dal Center for Successful Parenting. Hanno collaborato William G. Kronenberger, PhD, Vincent P. Mathews, MD, e Yang Wang, MD, della School of Medicine della IU; e Caitlin C. Anderson della Iowa State University.

 

 

 

 

 


Fonte: Indiana University  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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