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einstein: everyone is a genius«Ognuno è un genio. Ma se giudichi un pesce dalla sua abilità a salire un albero, vivrà tutta la vita pensando di essere stupido» - Albert Einstein. Agli studenti con dislessia viene spesso chiesto di essere pesci che salgono sugli alberi dal sistema scolastico. E comunque Einstein era dislessico.Fino ad ora, nelle persone con dislessia, si collegava una quantità minore di materia grigia nel cervello alla disabilità di lettura, ma ora nuove prove suggeriscono che questa è una conseguenza delle esperienze di lettura più scadenti e non la causa principale del disturbo.


Si è ipotizzato che la differenza nella quantità di materia grigia potrebbe, in parte, spiegare perché i bambini dislessici hanno difficoltà a mappare in modo corretto e fluente i suoni delle parole con la loro controparte scritta, durante la lettura. Ma questa ipotesi di causalità è stata ora rovesciata sottosopra.

 


I risultati di studi cerebrali anatomici condotti al Medical Center della Georgetown University (GUMC), nel Center for the Study of Learning guidati dal neuroscienziato Guinevere Eden, DPhil, sono stati pubblicati ieri online su The Journal of Neuroscience.


Lo studio ha confrontato un gruppo di bambini dislessici, con due differenti gruppi di controllo: un gruppo di pari età incluso nella maggior parte degli studi precedenti, e un gruppo di bambini più giovani con capacità di lettura allo stesso livello dei bambini con dislessia.


"Questo tipo di approccio ci permette di controllare sia l'età, sia l'esperienza di lettura", spiega Eden, professore di pediatria al GUMC. "Se le differenze di anatomia del cervello nella dislessia fossero state osservate nel confronto con entrambi i gruppi di controllo, questo avrebbe suggerito che una ridotta quantità di materia grigia riflette una causa di fondo del deficit di lettura. Ma non è quello che abbiamo osservato".


I gruppi dislessici hanno mostrato meno materia grigia rispetto ad un gruppo di controllo di coetanei, in linea con i risultati precedenti. Tuttavia, il risultato non è stato replicato quando, come gruppo di confronto con i dislessici, è stato usato un gruppo di controllo dello stesso livello nella capacità di lettura.


"Questo suggerisce che le differenze anatomiche riportate nelle regioni di elaborazione del linguaggio nell'emisfero sinistro sembrano essere una conseguenza dell'esperienza di lettura e non una causa della dislessia", dice Anthony Krafnick, PhD, autore principale della pubblicazione. "Questi risultati hanno un impatto sul modo in cui interpretiamo la precedente letteratura anatomica sulla dislessia e suggerisce che l'uso della risonanza magnetica anatomica non sarebbe un modo idoneo per identificare i bambini con dislessia", dice.


Il lavoro aiuta anche a determinare la sottile linea tra i cambiamenti indotti dall'esperienza nel cervello e le differenze che sono la causa del deterioramento cognitivo. Ad esempio, è noto da studi su analfabeti, che raggiungono la capacità di lettura degli adulti, che questo tipo di apprendimento induce la crescita della materia cerebrale.


Cambiamenti simili di apprendimento indotti su lettori tipici possono provocare discrepanze tra loro ed i loro coetanei dislessici, che non hanno goduto delle stesse esperienze di lettura e quindi non hanno subito cambiamenti simili nella struttura del cervello.


La ricerca è stata finanziata dall' Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development. Gli autori riferiscono di non avere interessi finanziari personali relativi allo studio.

 

 

 

 

 


Fonte: Georgetown University Medical Center (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A. J. Krafnick, D. L. Flowers, M. M. Luetje, E. M. Napoliello, G. F. Eden. An Investigation into the Origin of Anatomical Differences in Dyslexia. Journal of Neuroscience, 2014; 34 (3): 901 DOI: 10.1523/JNEUROSCI.2092-13.2013

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