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L'alfabetizzazione dipende dall'educazione, non dalla natura.Il paese in cui nasce un bambino determinerà in gran parte le sue future competenze di lettura, almeno quelle di base, dice Ming Ming Chiu della UB.Un professore di educazione dell'Università di Buffalo (UB) si è schierato con l'ambiente nel dibattito senza tempo "educazione o natura" [nurture vs nature] dopo che la sua ricerca ha scoperto che la capacità di leggere di un bambino dipende soprattutto dal luogo dove quel bambino è nato, piuttosto che dalle sue qualità individuali.


"Le caratteristiche individuali spiegano solo il 9 per cento delle differenze nei bambini che sanno leggere, rispetto a quelli che non ci riescono", dice Ming Ming Chiu, autore principale di uno studio internazionale che spiega questa connessione e professore del Dipartimento di Apprendimento e Insegnamento alla Graduate School of Education della UB.

 


"Al contrario, le differenze tra i paesi rappresentano il 61 per cento e le differenze tra le scuole costituiscono il 30 per cento", dice Chiu. Pertanto, conclude, il paese in cui un bambino nasce determina in gran parte se avrà almeno le competenze di lettura di base. E' chiaramente un caso in cui il "nutrire" (da parte dell'ambiente e dintorni del bambino) è più importante della "natura" (le qualità individuali ereditate del bambino), secondo Chiu.


Più del 99 per cento dei ragazzi di quarta elementare nei Paesi Bassi può leggere, ma solo il 19 per cento dei coetanei in Sud Africa è in grado di leggere, nota Chiu. "Anche se i paesi più ricchi hanno tassi di alfabetizzazione tipicamente elevati, oltre il 97 per cento", dice, "alcuni paesi ricchi, come il Qatar e il Kuwait, hanno tassi di alfabetizzazione bassi: 33 e 28 per cento, rispettivamente".


Con il suo studio ha analizzato i punteggi dei test di lettura di 186.725 ragazzi di 4a elementare provenienti da 38 paesi, tra cui più di 4.000 bambini degli Stati Uniti. Chiu e i co-autori Catherine McBride-Chang della Chinese University of Hong Kong e Dan Lin dell'Hong Kong Institute of Education ha pubblicato lo studio nel numero invernale 2013 del Journal of Learning Disabilities.


Gli educatori hanno usato i dati del Programma Internazionale per la Valutazione degli Studenti dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Oltre a dimostrare che il paese di origine era il migliore predittore dell'abilità di lettura rispetto alle caratteristiche individuali, lo studio ha anche mostrato che altri attributi, a livello infantile, scolastico e del paese, sono legati alla lettura.


In primo luogo, le ragazze hanno più probabilità dei ragazzi di avere capacità di lettura di base, dice Chiu. I bambini con maggiori competenze precoci di alfabetizzazione, migliore attitudine alla lettura o maggiore fiducia nella propria capacità di lettura, hanno anche maggiori probabilità di avere una forte capacità di lettura di base.



"I bambini hanno più probabilità di avere capacità di lettura di base se vengono da famiglie privilegiate, in termini di status socio-economico, di numero di libri a casa e di attitudine dei genitori alla lettura", spiega Chiu. "Inoltre, i bambini che frequentano le scuole con un migliore clima scolastico e più risorse hanno più probabilità di avere capacità di lettura di base"."La cultura statunitense dà importanza all'individualismo del 'posso farcela', ma ci dimentichiamo di quanto ciò dipende dall'avere la fortuna di essere nati nel posto giusto", dice.

 

 

 


Fonte:University at Buffalo.

Riferimenti: M. M. Chiu, C. McBride-Chang, D. Lin. Ecological, Psychological, and Cognitive Components of Reading Difficulties: Testing the Component Model of Reading in Fourth Graders Across 38 Countries. Journal of Learning Disabilities, 2011; 45 (5): 391 DOI: 10.1177/0022219411431241

Pubblicato da Charles Anzalone in buffalo.edu (>English version) - Tradotto da Franco Pellizzari