Ci siamo evoluti per essere cooperativi. Foto: woodleywonderworks/Flickr

A parte l'ovvio, che cos'è che separa Madre Teresa da Sean Penn?


Entrambi hanno cercato di compiere atti di carità: Madre Teresa ha lavorato per decenni nei bassifondi di Calcutta e Penn è stato tra coloro che sono andati a New Orleans per salvare le vittime dell'uragano Katrina.


Ma mentre Madre Teresa è oggi riconosciuta quasi come una santa, Penn è stato ampiamente deriso per aver portato un entourage (compresa la sua pubblicista e il fotografo personale) per documentare i salvataggi.


La differenza, potrebbero arguire Martin Nowak (Professore di Matematica e Biologia e Direttore del Programma Dinamica Evolutiva), Moshe Hoffman (ricercatore) e Erez Yoeli (studioso e ricercatore della Federal Trade Commission), è da ascrivere a quello che il pubblico percepisce come differenza di motivazione: mentre Madre Teresa è vista come puramente altruistica, le azioni di Penn hanno suggerito che i soccorsi fossero poco più che una trovata pubblicitaria.


Per capire perché è importante per noi capire quali sono i motivi di Madre Teresa, Nowak, Hoffman e Yoeli hanno sviluppato un modello primo nel suo genere, soprannominato «gioco della busta», che può aiutare i ricercatori a capire non solo come la cooperazione si è evoluta, ma anche perché le persone si preoccupano tanto dei problemi degli altri.


Il modello è descritto in un articolo pubblicato di recente sui Proceedings of the National Academy of Sciences. "Per anni, le persone hanno chiesto a quelli come noi che studiano la cooperazione il motivo che sta dietro le azioni", ha detto Nowak. "Il problema era come capirlo, come si fa a formulare una teoria di gioco in cui il motivo fa la differenza?"


La soluzione, spiega Hoffman, è aggiungere un nuovo espediente al tradizionale «gioco di cooperazione» usato dai ricercatori: quello che offre ai giocatori la possibilità di prendere in considerazione i costi della cooperazione.


"Di nuovo in questo gioco c'è che, piuttosto che decidere semplicemente se cooperare o disertare, ora c'è una nuova scelta, che è se aprire questa busta", ha detto Hoffman. "Dentro la busta c'è il costo della cooperazione: alto o basso. In sostanza, la busta è una metafora per considerare il costo della cooperazione prima di prendere una decisione, e qualcuno che si basa molto sul principio della cooperazione, un vero altruista, non aprirà mai la busta".


Come sottolineato da Nowak, Hoffman e Yoeli, il gioco funziona ora in questo modo: prima di decidere se cooperare, un giocatore ha la possibilità di aprire una busta che dice se il costo della cooperazione è alto o basso. Sulla base di tale informazione, il giocatore può scegliere se collaborare o meno, e il secondo giocatore - che sa se la sua controparte ha guardato nella busta - può quindi decidere se ripetere l'interazione, con una nuova busta, o terminare il rapporto.


"Di innovativo in questo modello c'è che possiamo cogliere questa nozione che la gente si preoccupa se sei o no di buoni principi", ha detto Hoffman. "Quello che vediamo nella vita reale è che le persone scelgono di continuare un rapporto solo con chi non apre la busta, perché è un vero altruista ... coopera senza guardare".

[...]


Capire come le motivazioni influenzano la cooperazione, dice Hoffman, è più che un semplice esercizio accademico; il modello descritto nel documento offre anche spunti per una serie di situazioni reali che spaziano dalla politica alla sala delle decisioni, e oltre, chiarendo quando dovremmo preoccuparci delle motivazioni e se i responsabili politici dovrebbero rispettare queste considerazioni.


Anche se i modelli precedenti potrebbero suggerire che un politico che cambia posizione sulla base dei sondaggi sta semplicemente rispondendo ai suoi elettori, Hoffman ha detto che questo nuovo modello spiega il motivo per cui essi sono così spesso bollati come banderuole. "La gente dice che non sono sinceri", ha detto. "Il nostro modello suggerisce che la gente potrebbe pensare «Beh, sostengono questa posizione oggi, ma cosa diranno tra un anno, quando non saranno più così popolari?»"

[...]

 

 

 

 

 


Fonte: Harvard University via EurekAlert! (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Moshe Hoffman, Erez Yoeli, Martin A. Nowak. Cooperate without looking: Why we care what people think and not just what they do. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2015; 201417904 DOI: 10.1073/pnas.1417904112

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Il contenuto di questo articolo non dipende da, nè impegna la Biblioteca Comunale di Altivole. I siti terzi raggiungibili da eventuali link contenuti nell'articolo sono completamente estranei alla Biblioteca, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.