Nati prematuri hanno danni in funzione della memoria sottile ma importante

Un nuovo studio ha scoperto che i bambini nati prematuramente mostrano differenze in un aspetto sottile ma importante della memoria: la capacità di formare e recuperare ricordi del contesto, come cosa, quando e dove è successo qualcosa.


Questo tipo di memoria è importante, ma può essere perso sulla solita serie di esami valutativi diretti. La nuova ricerca suggerisce che può essere utile trovare modi mirati per contribuire a rafforzare questo aspetto della memoria nei bambini nati pretermine.


Lo studio ha anche scoperto che nei bambini nati prematuramente la regione dell'ippocampo nel cervello è più piccola. Questa è la parte del cervello essenziale per la formazione ed il recupero della memoria contestuale. La ricerca, condotta all'Università del Saarland e al Saarland Hospital è apparsa sulla rivista Child Development.


"Il nostro studio fornisce la prova che la prematurità può causare problemi con un particolare sottoprocesso di richiamo", secondo Kerstin H. Kipp, ricercatore principale del progetto di ricerca. "La modifica specifica della rete di memoria è così sottile che potrebbe essere trascurata, perché non si manifesta con disturbi evidenti della memoria. Ma il deficit di memoria può apparire in situazioni in cui il recupero di informazioni contestuali è essenziale".



Nella vita di tutti i giorni, questo potrebbe portare a problemi come dimenticare dove sono state messe le chiavi o cercare di ricordare il colore di una macchina di un incidente stradale al quale si è assistito. "I nostri risultati hanno importanti implicazioni per migliorare il trattamento dei bambini nati pretermine. Invece di implementare una formazione non specifica della memoria, i bambini colpiti possono avere più benefici dal rafforzamento delle associazioni tra i diversi elementi dei ricordi", osserva l'autrice.


Lo studio ha esaminato 33 ragazzi tedeschi da 8 a 10 anni di età, 18 dei quali erano nati pretermine (26-33 settimane) e 15 nati a termine (39-42 settimane). I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica per misurare il volume del loro ippocampo.


In seguito i bambini hanno svolto un compito di memoria che chiedeva di imparare e riconoscere alcuni elementi: immagini viste in precedenza di disegni sono state mescolate con nuove immagini, e i bambini dovevano indicare se l'immagine era vecchia o nuova. La loro attività cerebrale è stata misurata con un elettroencefalogramma (EEG) mentre lo facevano, consentendo ai ricercatori di misurare i processi coinvolti nel recupero della memoria.


La capacità di riconoscere se l'immagine era vecchia o nuova non era ridotta nei bambini nati prematuramente. Però era più basso l'indice EEG di recupero della memoria, che è importante per ricordare informazioni contestuali. Un esperimento di follow-up ha escluso la possibilità che questo sia avvenuto a causa di deficit cognitivi generali.


L'indice EEG di familiarità, un processo di recupero che si ritiene possa funzionare indipendentemente dell'ippocampo, è rimasto invariato. L'indice EEG di riminiscenza si correla con l'età gestazionale del bambino: prima nasce un bambino, più grande è l'effetto negativo sul recupero del ricordo.


I ricercatori ipotizzano che lo stato di maturazione dell'ippocampo al momento del parto influenzi la maturazione di funzioni della memoria molto specifiche, in un modo tale da essere visto anche a 8/10 anni.


Perché la memoria contestuale continua ad essere importante per compiti specifici, la compensazione della memoria complessiva non esclude la possibilità che i bambini nati prematuramente possano avere difficoltà con questi tipi di attività. La ricerca pone le basi per i prossimi passi che aiuteranno i bambini a rafforzare questi aspetti particolari della memoria.


La Fondazione Tedesca per la Ricerca ha sostenuto lo studio.

 

 

 

 

 


Fonte: Society for Research in Child Development via EurekAlert! (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  kerstin H. Kipp, Axel Mecklinger, Nicole Brunnemann, Mohammed G. Shamdeen, Juliane Meng-Hentschel and Ludwig Gortner. Modifications of Recognition Memory Processes in Preterm Children: An Event-Related Potential Study. Child Development, December 2014 DOI: 10.1111/cdev.12323

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