Provato il miglioramento delle funzioni esecutive cerebrali derivante dalla preparazione musicaleImmagine a risonanza magnetica durante il cambio tra compiti mentali: i riquadri A e B mostrano l'attivazione del cervello nei bambini musicalmente preparati e allenati, rispettivamente. Il riquadro C mostra le aree del cervello che sono più attive nei bambini ​​musicalmente preparati rispetto a quelli musicalmente inesperti. (Fonte: Laboratories of Cognitive Neuroscience, Boston Children's Hospital)BOSTON - Uno studio controllato, che ha usato scansioni di risonanza magnetica funzionale (fMRI) del cervello, rivela un possibile legame biologico tra la formazione musicale precoce e il miglioramento del funzionamento esecutivo sia dei bambini che degli adulti.


Lo studio, effettuato da ricercatori all'Ospedale Pediatrico di Boston, e pubblicato on line il 17 giugno sulla rivista PLoS ONE, ha scansionato le aree cerebrali associate alla funzione esecutiva, aggiustandole per i fattori socioeconomici.


Le funzioni esecutive sono i processi cognitivi di alto livello che consentono alle persone di elaborare rapidamente e di conservare le informazioni, regolare i loro comportamenti, fare buone scelte, risolvere problemi, pianificare e adeguarsi alle mutevoli esigenze mentali.


"Dal momento che il funzionamento esecutivo è un forte predittore del successo scolastico, anche più del QI, pensiamo che i nostri risultati abbiano forti implicazioni educative", dice il ricercatore senior dello studio Nadine Gaab, PhD, dei Laboratori di Neuroscienze Cognitive dell'Ospedale Pediatrico di Boston. "Mentre molte scuole stanno tagliando i programmi musicali e passano sempre più tempo a preparare gli esami, i nostri risultati suggeriscono che la formazione musicale può effettivamente contribuire a creare bambini con un futuro accademico migliore".


Anche se è già chiaro che la formazione musicale è legata alle capacità cognitive, pochi studi in precedenza avevano esaminato i suoi effetti sulle funzioni esecutive in particolare. I risultati di questi studi erano incoerenti e limitati dalla mancanza di misurazioni cerebrali oggettive (avendo esaminato solo alcuni aspetti della funzione esecutiva), dalla mancanza di gruppi di formazione e di controllo musicali ben definiti, e dall'aggiustamento inadeguato per i fattori come lo stato socioeconomico.


La Gaab e i colleghi hanno confrontato 15 bambini musicalmente formati, da 9 a 12 anni, con un gruppo di controllo di 12 coetanei non addestrati. I bambini addestrati alla musica dovevano suonare uno strumento da almeno due anni in lezioni private regolari di musica. (In media, i bambini suonavano da 5,2 anni e facevano pratica per 3,7 ore alla settimana, a partire all'età di 5,9 anni). I ricercatori hanno confrontato in modo analogo 15 adulti che erano musicisti professionisti attivi con 15 non-musicisti. Entrambi i gruppi di controllo non avevano alcuna formazione musicale oltre i requisiti generali della scuola.


Dal momento che i fattori demografici familiari possono influenzare se un bambino riceve lezioni private di musica, i ricercatori hanno abbinato i gruppi musicista/non musicista in funzione dell'istruzione dei genitori, dello stato lavorativo (dei genitori o degli adulti stessi) e del reddito familiare. I gruppi, abbinati anche per IQ, hanno eseguito una batteria di test cognitivi, ed i bambini hanno avuto anche la risonanza magnetica funzionale (fMRI) del cervello durante i test.


Sui test cognitivi, gli adulti musicisti e i bambini musicalmente formati hanno mostrato prestazioni migliori su vari aspetti del funzionamento esecutivo. Nella fMRI i bambini con la formazione musicale hanno mostrato una maggiore attivazione di aree specifiche della corteccia prefrontale durante un test che li faceva passare tra diverse attività mentali.


Queste aree (l'area motoria supplementare, l'area pre-supplementare e la corteccia prefrontale ventrolaterale destra) sono conosciute per essere legate alla funzione esecutiva. "I nostri risultati possono avere anche implicazioni per i bambini e gli adulti che stanno lottando con le funzioni esecutive, come i bambini con ADHD o gli anziani", dice la Gaab. "Gli studi futuri dovranno determinare se la musica può essere usata come strumento di intervento terapeutico per questi bambini e adulti".


I ricercatori fanno notare che i bambini che studiano musica possono già avere le capacità di funzionamento esecutivo che in qualche modo li attraggono alla musica e li predispongono a frequentare le lezioni. Per stabilire che la formazione musicale influenza la funzione esecutiva, e non viceversa, essi sperano di effettuare ulteriori studi che seguono i bambini nel corso del tempo, assegnandoli casualmente a una formazione musicale.

 

 

 

 

 


Fonte: Boston Children's Hospital (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Jennifer Zuk, Christopher Benjamin, Arnold Kenyon, Nadine Gaab. Behavioral and Neural Correlates of Executive Functioning in Musicians and Non-Musicians. PLoS ONE, 2014; 9 (6): e99868 DOI: 10.1371/journal.pone.0099868

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