Classe sociale è più importante del sesso per il rendimento scolastico"In genere le ragazze hanno prestazioni migliori dei ragazzi a scuola, ma le differenze relative al background sociale [=ambiente di provenienza] degli alunni sono di gran lunga più significative in termini di risultati dell'apprendimento rispetto al genere", è la conclusione dello studio «Er det skolens skyld» ("E' colpa della scuola?") del 2008, effettuato dall'istituto di ricerca NOVA di Oslo.


Eppure non c'è stata alcuna mancanza di preoccupazione e titoli dei media sullo scarso rendimento dei ragazzi a scuola negli ultimi anni.

 


Di recente il NOVA ha lanciato il seguito dello studio a partire dal 2008. «Kjønnsforskjeller i skoleprestasjoner - En kunnskapsoppsummering» ("Le differenze di genere nel rendimento scolastico - Una sintesi della conoscenza") è stato commissionato dal Ministero della Pubblica Istruzione e della Ricerca Norvegese, e ha raggiunto la stessa conclusione: la classe sociale è più significativa del genere.

 

Non si studiano le connessioni

La maggior parte degli 85 studi esaminati nel rapporto sono basati sui dati raccolti dalle indagini internazionali PISA e TIMSS, da dati del registro norvegese o da altre indagini quantitative. Non è cambiato molto nel campo dopo l'ultima relazione di NOVA apparsa nel 2008, conclude il ricercatore Elisabeth Backe-Hansen del NOVA. E' difficile trovare la spiegazione sul motivo per cui alcuni alunni vanno meglio di altri, concentrandosi solo su un fattore alla volta, dice. "Solo pochi dei casi di ricerca che abbiamo esaminato esaminano più di un fattore alla volta. Alcuni guardano etnia e genere o estrazione sociale e genere, ma soprattutto è il genere l'unico fattore che è stato studiato".


Dato il fatto che le differenze di rendimento scolastico non ruotano solo attorno al genere, le ricerche tendono a descrivere le differenze di genere che non possono essere spiegate in modo soddisfacente. "L'attenzione sulla differenza di genere tende a nascondere le enormi differenze tra ragazzi e ragazze", dice la Backe-Hansen. La relazione rileva che l'attenzione sul genere probabilmente è una conseguenza del fatto che le differenze di sesso nelle scuole sono state un tema politico scottante negli ultimi anni.

 

Il sentiero della biologia

Di nuovo nella relazione di quest'anno c'è una revisione di precedenti ricerche che tentano di spiegare le differenze tra ragazzi e ragazze, cercando nelle variazioni e nello sviluppo del cervello.


Una relazione svedese simile su una ricerca scolastica fatta a partire dal 2010 ha avuto una parte separata su questo tema: «Biologiska faktorer och könsskillnader i skolresultat» ("Fattori biologici e differenze di genere nei risultati scolastici"). Martin Ingvar, professore di neuroscienze al Karolinska Institutet in Svezia conclude in questo rapporto che le differenze di genere nel cervello e le altre differenze di genere biologiche dovrebbero essere prese in considerazione in termini di come le scuole possono affrontare al meglio le differenze di rendimento scolastico e di sviluppo pedagogico.


"Mi sorprende che parlare di differenze di genere nel cervello sia diventato così accettabile"
, spiega Kristine B. Walhovd, che è stata responsabile del capitolo sulle neuroscienze e le differenze di genere nella relazione del NOVA. La Walhovd è professore di neuropsicologia e sta attualmente conducendo un progetto di ricerca all'Università di Oslo, che guarda alla conoscenza e allo sviluppo del cervello nel corso della vita. "Trovare differenze nel cervello legate alla classe sociale non è così popolare. Alcuni studi su questo argomento sono apparsi di recente, ma non credo che questo sia qualcosa su cui si può facilmente fare ricerca. La categoria è troppo ampia".

 

Variazioni individuali nel cervello sono più grandi

La conclusione della Walhovd è opposta a quella di Martin Ingvar: "Secondo il mio punto di vista, la ricerca neuroscientifica non può essere usata come un motivo per sviluppare programmi pedagogici diversi tra ragazzi e ragazze".


In genere ci sono sicuramente differenze tra il cervello delle ragazze e quello dei ragazzi. Queste differenze sono presenti già dalla nascita. Per prima cosa, la dimensione è diversa; il cervello dei ragazzi pesa di più di quello delle ragazze. Alcuni studi hanno indicato che ci sono variazioni relative allo sviluppo e alla maturazione del cervello. "La ricerca ha anche dimostrato connessioni relativamente moderate tra le variazioni nel cervello e le differenze in termini di prestazioni e di competenze", dice la Walhovd. Ma la ricerca dimostra anche che ci sono enormi differenze nel cervello tra i bambini, indipendentemente dal sesso. Inoltre, c'è una sovrapposizione tra i gruppi. Alcuni ragazzi hanno il cervello più piccolo delle ragazze e alcune ragazze hanno un cervello più grande rispetto ai ragazzi.


La Walhovd sottolinea che gli studi che trovano spesso differenze di genere nel cervello sono quelli che esaminano piccole selezioni di cervello. Questo rende i risultati meno certi; grandi selezioni sono necessarie per escludere la manifestazione di altri fattori. "Le differenze di genere riferite, spesso non sono così coerenti e significative come si potrebbe dedurre dalla diffusione della ricerca", dice la Walhovd. "Oggi non è possibile applicare questa conoscenza per sviluppare programmi pedagogici basati sul genere".


La Walhovd tuttavia sottolinea che siamo costantemente imparando sempre di più riguardo lo sviluppo del cervello durante l'infanzia e la giovane età. "Ci sono alcune tappe fisse; i bambini le raggiungono ad un ritmo diverso, a prescindere dal genere. Ma può essere utile al personale pedagogico acquisire una conoscenza di base sullo sviluppo neurale e cognitivo, per comprendere ed essere in grado di identificare lo sviluppo normale e quello divergente tra i bambini in generale".

 

Respinta la teoria femminilizzazione

Il nuovo rapporto di NOVA dimostra che la cosiddetta ipotesi femminilizzazione è diventata meno rilevante nella ricerca. La teoria secondo la quale i ragazzi vanno male perché c'è un eccesso di insegnanti donne si è rivelata semplicemente falsa.


Al contrario, alcuni studi esaminano i metodi di insegnamento in atto, e se i nuovi metodi di insegnamento hanno portato qualche cambiamento. Questo ha dimostrato che i metodi in cui viene chiesto agli alunni di assumersi la responsabilità individuale per l'apprendimento, funzionano meglio per le ragazze che per i ragazzi.


Molti studi ritengono che in generale le ragazze come gruppo siano più motivate ad andare bene a scuola rispetto ai ragazzi come gruppo. Quindi, sono più auto-guidate. "Ciò può valere per le ragazze e i ragazzi come gruppi. All'interno dei gruppi, tuttavia, ci sono enormi variazioni", dice la Backe-Hansen.

 

C'è bisogno di una messa a fuoco del pensiero in generale, non di genere

"Il fatto che le ragazze abbiano prestazioni migliori rispetto ai ragazzi a scuola è noto da un secolo", dice la Backe-Hansen, che indica uno studio americano che ha dimostrato che il genere è il motivo principale per cui agli inizi del 1900 gli alunni venivano portati al livello superiore rispetto all'età, piuttosto che per le prestazioni. Se gli alunni avessero dovuto essere promossi in base alle prestazioni, i ragazzi sarebbero rimasti indietro.


Allo stesso modo, la Backe-Hansen ha scoperto uno studio britannico che mostra che i criteri di filtro dei bambini di 11 anni all'interno del sistema scolastico britannico negli anni '50 erano più rigorosi per le ragazze. In caso contrario, i ragazzi non sarebbero mai stati in grado di avanzare.


Le ragazze ottengono punteggi superiori a quelli dei ragazzi soprattutto in termini di lettura, mentre in matematica il divario diminuisce. Alcuni studi suggeriscono che i ragazzi come gruppo sono più vulnerabili e quindi i problemi a casa o il bullismo danneggia le loro prestazioni a scuola ad un livello più ampio. "Anche se il genere non dovrebbe essere una categoria principale, ci sono differenze di cui dovremmo essere consapevoli", dice la Backe-Hansen. "Questo ha a che fare con il fatto che alcuni non vanno bene a scuola, e dovrebbe essere affrontato. Se ai ragazzi non piace leggere, bisogna trovare un modo per far loro godere la lettura".


Alcuni degli studi esaminati dal NOVA avevano esaminato le misure che possono ridurre le differenze in termini di rendimento scolastico, ma sembrano concludere che concentrarsi su un genere alla volta non è la strada da percorrere. "Per fare qualcosa per le prestazioni dei ragazzi, bisogna fare qualcosa con l'ambiente didattico in generale. Sia i ragazzi che le ragazze devono essere facilitati. Le scuole che sono riuscite a ridurre le differenze di genere e sociali si sono concentrate sull'insegnamento generale", conclude la Backe-Hansen.

 

 

 

 

 


Fonte: Ida Irene Bergstrøm in KILDEN - Information Centre for Gender Research in Norway (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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