I bambini bilingue hanno una mente più aperta?Credit: iStockPhotoCi sono evidenti vantaggi nel crescere un bambino bilingue.


Ma ci potrebbero essere alcune cose che l'imparare una seconda lingua non produce, come essere un ragazzo con mente più aperta?


Una nuova ricerca dalla Concordia University di Montreal in Canada, dimostra che, come per i bambini monolingui, quelli bilingui preferiscono interagire con coloro che parlano la loro lingua madre con un accento nativo piuttosto che con i coetanei di accento straniero.

 


Lo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology e eseguito congiuntamente dai professori di psicologia Krista Byers-Heinlein e Diane Poulin-Dubois, ampia ricerche precedenti che avevano dimostrato che i bambini che parlano una sola lingua preferiscono interagire con coloro che condividono il loro accento nativo.


La Byers-Heinlein e la Poulin-Dubois inizialmente pensavano che i bambini bilingui avrebbero rivelato una mente più aperta rispetto ai loro coetanei monolingui. I risultati, tuttavia, dimostrano che anche loro preferiscono gli scambi con chi parla «senza accento».


Nell'ambito dello studio, a 44 bambini della zona di Montreal di età compresa tra cinque e sei anni, sono state mostrate due facce sullo schermo del computer. A ciascuna faccia era abbinata una registrazione audio: una era la frase letta con accento nativo del bambino, mentre l'altra era la stessa frase letta con un accento straniero. I ricercatori hanno deliberatamente scelto un accento straniero che non era familiare a ognuno dei bambini e hanno variato le associazioni tra volti e voci.


I bambini partecipanti dovevano indicare i volti che avrebbero preferito di avere come amico. La maggioranza ha scelto i volti che corrispondevano al loro accento nativo.


Quindi perché i bambini bilingui sono prevenuti contro un accento straniero? Secondo la Byers-Heinlein, questo potrebbe essere correlato alla preferenza dei bambini per la familiarità: "I bambini tendono a preferire di interagire con le persone che sono come loro, e potrebbero percepire un accento come il segno di un estraneo".


Questo studio ha implicazioni per i genitori. Poiché i bambini non hanno una consapevolezza di sé tale da ricordare a se stessi che l'accento è una misura superficiale della personalità, i genitori dovrebbero essere più diretti nell'insegnare ai loro figli a proposito degli accenti. "Mostriamo presto dei pregiudizi, quindi potrebbe essere necessario educare tutti i bambini, indipendentemente dal loro background linguistico, cos'è un accento e che esso non riflette nulla della persona se non il fatto che non parla la stessa lingua madre", afferma la Byers-Heinlein.

 

 

 

 

 


Fonte: Concordia University  (>English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: André L. Souza, Krista Byers-Heinlein, Diane Poulin-Dubois. Bilingual and monolingual children prefer native-accented speakers. Frontiers in Psychology, 2013; 4 DOI: 10.3389/fpsyg.2013.00953#sthash.NxWh18ZY.dpuf

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